Dove siamo noi della Union Vigontina
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CENNI STORICI
Il nome di Vigonza trova per la prima volta documentazione scritta nel 999, ma la storia del paese comincia certamente prima della romanizzazione della zona. L'etimologia della parola sembrerebbe proprio derivare dal latino vicus Gunzae, nome composto che fa riferimento ad un personaggio germanico (Gunzo) o a una misura romana (uncia) e al termime villaggio (vicus).

Diversi nei secoli furono le battaglie con cui padovani, trevigiani, veneziani si contesero questo territorio lambito dal Brenta e dal Tergolo.

Nel Medioevo la famiglia Vigonza, che attinse il nome dalla localita' pur avendo origini germaniche, annovero' tra i suoi discendenti personaggi di spicco, molti dei quali ricoprirono cariche pubbliche nelle vicine citta' venete. Ai Vigonza si deve la fortificazione del paese dell'XI secolo.

Nel XII secolo la presenza di un monastero benedettino caratterizzo' il periodo feudale. L'ordine esegui' opere di disboscamento e di bonifica idrica prima di essere allontanato, nella prima meta' del quattrocento.

Spostandoci in tempi meno lontani, il territorio fu teatro di guerre con Ezelino, i Carraresi, Venezia e soprattutto nel periodo della Lega di Cambrai.

La relativa calma che segui' non duro' a lungo: la caduta di Venezia, l'ascesa rapida e il repentino tramonto di Napoleone, il governo inflessibile di Vienna, l'annesione all'Italia nel 1866, costituiscono le fasi salienti della storia che segui', identificabile con quella dell'intero Veneto.


L'ABITATO, L'ARTE E LA CULTURA
La morfologia del territorio edilizio e urbano di Vigonza ha fatto si che i diversi periodi abbiano riscritto il paesaggio della cittadina senza cancellarne la struttura preesistente, lasciando cosi' affiorare accanto al nuovo, importanti reperti visibili nella loro originaria consistenza o incorporati in manufatti di epoche successive, la sede dell'antico raggruppamento urbano di Vigonza coincide con no dei nuclei del moderno sviluppo abitativo, rimanendo, in questo antico luogo.

Del passato remoto del centro religioso rimane l'attuale casa canonica, con edifici di diverse epoche, che fu la sede del Priorato di Santa Margherita, monastero di canonici regolari agostiniani, di cui si ha notizia a partire dal 1136. Nelle immediate vicinanze, ad est della stessa, s'intravede la monumentale mole di "Palazzo Barison" (poi "Capodilista" e oggi "Conte"), costruita nel 1520 che s'innesta nel ritmo urbanistico antico, occupando il posto delle vecchie, già distrutte, fortificazioni.

In questo palazzo ferveva l'interesse per le arti, tanto che la famiglia Barison, discendente dai "da Vigonza", antichi feudatari del luogo, animo' un interessante cenacolo letterario. Si ricorda il canonico Albertino Barison, poi vescovo di Ceneda (Vittorio Veneto), insigne uomo di lettere che annoverava tra i suoi amici piu' cari Alessandro Tassoni e Galòileo Galilei.

Oggi, la struttura urbana e territoriale di Vigonza e' condizionata dalla nascita di un altro centro in posizione ovest rispetto al precedente e che poggia su una strada ottocentesca, nota come strada statale Noalese. Volendo riqualificare il ruolo della cittadina e risolvere urgenti problemi abitativi, si procede nel 1937 alla costruzione del "Borgo F.lli Grinzato", progettato dall'architetto Quirino De Giorgio, struttura che si conserva a tutt'oggi nel sostanziale rispetto del disegno originario.

La cortina delle abitazioni, tutte in laterizio, modellate su di un fronte curvileneo, delimita assieme al fronte convesso del teatro comunale e dell'asse della strada Noalese, l'attuale spaziosa piazza Zanella. Prospiciente la piazza:: ad ovest il palazzo presenta l'aggiunta di volumi non coevi e, dal 1931, e' sede municipale. A lato del municipio un altro edificio appartenente al disegno del borgo originario. Questa costruzione e' oggi sede di un ufficio postale e del comando dei vigili urbani, A sud di piazza Zanella, un portico scandito d cinque colonnesempre in laterizio sottolinea l'imponenza del teatro comunale e della biblioteca civica. Non e' fuorviante dire che tutto il complesso, detto "Borgo Rurale" e' chiaramente ispirato alle vedute metafisiche delle pizze del De Chirico.

L'odierno quadro topografico e urbanistico vede il progressivo insediamento urbano intorno all'antico nocciolo storico della cittadina, specie nel lato sud dello steso.




COME RAGGIUNGERCI